Le Nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ITC) stanno trasformando profondamente la nostra società la quale viene definita sempre più spesso come “società dell’informazione e della conoscenza”. All’interno di questa società il processo di formazione della conoscenza è sempre più supportato dalle Nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione.
Ruolo delle ICT
Le nuove tecnologie oggi svolgono un importante ruolo come:
- amplificatore cognitivo;
- amplificatore informativo;
- amplificatore comunicativo;
- amplificatore espressivo;
- strumento di produttività individuale;
- supporto ai processi di apprendimento collaborativo.
Le ICT possono giocare un ruolo importante nei processi di apprendimento ed insegnamento. Esse possono funzionare come amplificatore cognitivo, ossia come supporto per potenziare le capacità di conoscenza di chi apprende. In particolare, esse ampliano la possibilità di:
- accedere alle informazioni;
- comunicare con altri individui;
- condividere le conoscenze.

Nella didattica possiamo utilizzare le TIC come fonte per accedere all’informazione sia in modalità “stand alone” sia in modalità “on line”. In modalità “stand alone” (uso del computer come strumento isolato, non connesso in rete) possiamo consultare dizionari, enciclopedie ed opere tematiche.
In modalità “on line” (l’uso del computer collegato ad Internet) possiamo cercare le informazioni e scambiarle senza limiti geografici o temporali avviando processi di apprendimento collaborativo a distanza, basati sulla condivisione delle conoscenze e la cooperazione educativa.
La comunicazione attraverso Internet può essere:
- sincrona
- asincrona
Comunicazione sincrona
| Chat | Il termine (chiacchierata) indica una comunicazione in tempo reale. Poiché è una scrittura veloce, i testi che appaiono sullo schermo, si presentano con tutti gli errori di battitura. Si usano, inoltre, per velocizzare la comunicazione, abbreviazioni di vario genere. |
| Videoconferenza | Si tratta di un collegamento a distanza sincrono in modalità audio-video. La caratteristica è quella di riprodurre le tecniche della comunicazione in presenza. |
Comunicazione asincrona (in tempo differito)
| Sono i messaggi spediti tramite posta elettronica. Il dialogo è un po’ più formalizzato di quello delle chat, perché si ha più tempo per rivedere il messaggio. Al messaggio possono essere allegati anche file. | |
|
Mailing list (lista di discussione) |
Utilizza la posta elettronica. Basta iscriversi a una mailing-list e i messaggi inviati arriveranno a tutte le caselle postali degli iscritti. |
| Forum | È una sorta di comunicazione di gruppo in tempo differito sui più svariati argomenti. |
| Newsgroup | Un newsgroup è molto simile a una bacheca pubblica dove le persone leggono, inseriscono e rispondono ai vari messaggi. Sono divisi per argomenti. |
In una società con una rapida dinamica tecnologica e socio-economica, la professionalità dell’insegnante deve evolversi continuamente, e con velocità che non sia troppo differente da quella sociale, per impedire che si allarghi il divario tra scuola e società.
Le reti favoriscono l’attuazione flessibile di una formazione continua degli insegnanti e il loro aggiornamento professionale. Tramite le reti telematiche, i docenti possono rompere il tradizionale isolamento delle loro attività, cooperare con altri docenti (sia della propria disciplina che di discipline diverse) scambiando informazioni, condividendo materiali, elaborando progetti comuni all’interno di comunità di pratica caratterizzate dalla condivisione di approcci, metodologie, tecniche e strumenti.
Ma l’ampliamento delle possibilità di accesso all’informazione non comporta automaticamente l’ampliamento della conoscenza e della capacità di comunicare. L’impatto con il flusso informativo delle nuove tecnologie può generare disagio e frustrazione. È l’effetto definito con termine anglo-sassone “information overload” (eccesso di informazione). Tale effetto può essere neutralizzato o evitato se si possiedono le abilità richieste per l’utilizzo delle nuove tecnologie (information literacy).
Tutto ciò impone una ridefinizione dei compiti educativi della scuola. Il nuovo compito che le tecnologie aprono per la scuola è quello di garantire il passaggio dall’informazione alla conoscenza ed alla capacità di comunicare quanto appreso. Occorre dare maggior risalto e dedicare maggior attenzione al potenziamento di:
- obiettivi tradizionalmente inseriti nei programmi di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado, quali la capacità di comunicare e sapersi esprimere;
- nuovi obiettivi quali l’acquisizione dell’“information literacy”.

Ma non basta cercare in rete. In classe è necessario discutere e valutare insieme il materiale raccolto anche in riferimento all’autorevolezza della fonte. In tutto ciò il docente ha un ruolo insostituibile; egli aiuta a costruire quelle abilità di ricerca in rete che permetteranno allo studente di selezionare informazioni e strutturarle in aggregati significativi di conoscenza trasformando gli studenti in soggetti attivi nella creazione e condivisione di una nuova conoscenza.
ICT come amplificatore delle capacità di comunicazione
Le nuove tecnologie rendono più ampie le possibilità di accesso all’informazione e cambiano le forme e i modi della comunicazione:
- Trasformano il modo in cui creiamo le informazioni, le conserviamo e le trasmettiamo.
- Internet abbatte i vincoli di spazio e tempo permettendoci di comunicare in tempo reale e differito con chiunque ed in qualunque parte del mondo.
- La rete ci consente nuove modalità di comunicazione interpersonale (e-mail, mailing list, chat, news group, videoconferenze…).
- Nascono nuovi stili di scrittura che avvicinano molto il linguaggio scritto a quello orale.
- Si inventano nuove modalità per manifestare emozioni e sentimenti anche nel linguaggio scritto (emoticon).
Per quanto concerne l’ambito dell’apprendimento, oltre ad ampliare le possibilità di accesso all’informazione, le ICT:
- facilitano la comunicazione, la condivisione e la collaborazione fra soggetti anche distanti permettendo la creazione di vere e proprie comunità virtuali di apprendimento (tali comunità possono comprendere specialisti, esperti, insegnanti e studenti che operano in luoghi e contesti anche molto diversi);
- consentono di avviare progetti basati sulla didattica collaborativa fra studenti di istituti diversi della stessa nazione o fra studenti di nazioni diversi.
La cooperazione diventa anche luogo di sviluppo di competenze relazionali comunicative. In questo caso lo studente sviluppa non solo le competenze tecniche sull’uso degli strumenti di comunicazione, ma soprattutto acquisisce gli atteggiamenti opportuni quali, ad esempio:
- Capacità di relazionarsi a punti di vista differenti in termine di accettazione e rispetto.
- Percezione del gruppo come luogo della comunicazione (spesso, soprattutto nei bambini e predominante la tendenza a comunicare con i singoli piuttosto che con il gruppo).
- Senso di responsabilità verso il gruppo.
- Spirito collaborativo in ambito locale e virtuale.
Ma le ITC, opportunamente utilizzate, amplificano l’interazione e la comunicazione fra i vari soggetti anche quando sono utilizzate in progetti di didattica collaborativa in presenza, nell’ambito della stessa classe o con gruppi appartenenti a classi diverse dello stesso istituto. In queste situazioni il confronto continuo fra gli studenti è finalizzato alle scelte da compiere per portare avanti l’attività.
Lo schermo della LIM, ad esempio, offre il grande vantaggio di pubblicizzare i processi mentali individuali, rendendoli evidenti a tutti coloro che lo osservano, insegnanti compresi, sollecitando la costruzione di ipotesi e ragionamenti collettivi.
Il docente può anche decidere di sfruttare il potenziale comunicativo delle ICT per migliorare l’efficacia e la completezza della propria comunicazione didattica utilizzando le ICT come mezzo per reperire materiale testuale, audio e video (per ogni disciplina vi sono numerosi siti didattici ed opere elettroniche consultabili) da utilizzare durante la lezione o può realizzare delle semplici presentazioni a supporto della lezione frontale.
ICT come supporto ai processi di apprendimento collaborativo
L’utilizzo delle ICT nella didattica è spesso legato alla scelta di mettere in atto strategie didattiche di tipo collaborativo. All’interno di impostazioni didattiche di tipo collaborativo e costruttivista si possono creare ambienti di apprendimento anche virtuali caratterizzati da un alto livello comunicativo di tutti i partecipanti (docenti, studenti, pari, esperti) e dall’abbattimento, tramite le reti, dei vincoli di spazio e di tempo.
L’apprendimento collaborativo affonda le sue radici negli sviluppi della psicologia cognitiva e in particolare del costruttivismo sociale, i cui risvolti essenziali, per quanto concerne l’apprendimento, sono:
- il valore educativo delle interazioni fra i diversi attori coinvolti nei processi formativi;
- un insegnamento incentrato su chi apprende (learned centered) e sui suoi bisogni cognitivi, metacognitivi, sociali, affettivi;
- la concezione della classe come comunità che costruisce conoscenza (Knowledge Building Community);
- la considerazione degli studenti come co-costruttori attivi di conoscenza (Knowledge Builders) e dell’insegnante come esperto coinvolto all’interno del processo di conoscenza.
Kaye, ricercatore della Open University, spiega ciò che non è “apprendimento collaborativo”. Non è “apprendimento collaborativo” un modello educativo tradizionale:
- che si basa sulla trasmissione del sapere;
- dove la principale attività di apprendimento è lo studio individuale;
- in cui le fonti di informazione sono esclusivamente i libri e il docente;
- dove l’autorità e la conoscenza si identificano con il docente.
Gli elementi costitutivi degli ambienti di apprendimento secondo il costruttivismo sociale sono:
- Eterogeneità tra i componenti della comunità di apprendimento (alunni, docenti, esperti).
- Condivisione degli obiettivi e ripartizione dei compiti.
- Valorizzazione di ogni membro e dei talenti di ognuno.
- Presenza di una forte base dialogica.
- Insegnamento incentrato su chi apprende.
- Considerazione degli alunni come costruttori attivi di conoscenza.
- Costruzione di qualcosa di nuovo: il risultato ottenuto supera spesso i singoli contributi (il tutto non è la somma delle parti).
Lo psicologo russo Lev Vygotskij parla di zona di sviluppo prossimale: cioè sotto la guida, sostegno (scaffolding) di un adulto o di un pari più capace l’alunno può andare oltre il limite che non oltrepasserebbe con le sue sole forze.
Elementi dell’apprendimento collaborativo secondo Vygotskij sono:
- superamento della rigida distinzione dei ruoli tra insegnante/alunno;
- il docente diventa un facilitatore dell’interazione;
- le ICT stesse assumono il ruolo di facilitatore relazionale;
- superamento del modello trasmissivo della conoscenza;
- il sapere si costruisce insieme in una “comunità di apprendimento”.
ICT come strumento di produttività individuale
Le ICT contribuiscono al superamento della contraddizione esistente fra la società in cui lo studente vive, caratterizzata dalla molteplicità e dalla compresenza di diversi codici, dalla multimedialità ed una scuola prevalentemente monomediale.
L’apprendimento non si esaurisce solo in un processo di costruzione sociale della conoscenza, ma comporta anche un’attività individuale e personale.
Considerandole dal versante dello studente (bambino o ragazzo) che apprende, a livello generale, si può dire che le ICT facilitano lo studio individuale perché lo avvicinano al loro vissuto, caratterizzato dalla pratica quotidiana d’uso degli strumenti multimediali per giocare, comunicare, socializzare, rielaborare esperienze precedenti o farne di nuove.
La produttività individuale cresce perché:
- il coinvolgimento dell’alunno è molto più attivo che nella lezione frontale;
- i percorsi di apprendimento sono calibrati sui ritmo e gli stili di apprendimento personali;
- si ha la possibilità di aver un feedback immediato accompagnato da suggerimenti, impedendo all’errore di consolidarsi;
- si favorisce la consapevolezza del proprio apprendere e l’autovalutazione;
- l’uso del software spesso contribuisce all’instaurarsi di un clima più rilassato e sereno di cui si avvantaggiano i ragazzi più deboli emotivamente o con problemi legati a disagio caratteriale.
Attraverso le ICT è possibile realizzare un clima educativo e didattico che valorizza l’autonomia, le differenze individuali, le scelte personali e che mira:
- allo sviluppo di processi di autoapprendimento (l’imparare ad imparare);
- alla crescita di autostima negli alunni con difficoltà di apprendimento;
- all’uso dell’errore come stimolo positivo;
- a garantire tempi e modalità di apprendimento adatte a ciascuno;
- alla valorizzazione delle doti di ogni alunno;
- a un ruolo di docente che diventa tutor, facilitatore del processo di apprendimento dell’allievo.
ICT come amplificatore espressivo
Il nuovo compito che le tecnologie aprono per la scuola è quello di garantire il passaggio dall’informazione alla conoscenza ed alla capacità di comunicare quanto appreso. In quest’ottica si delinea l’uso delle tecnologie oltre che come amplificatore cognitivo anche come amplificatore espressivo, cioè come potenziamento delle forme comunicative tra individui.
Il computer è un facilitatore relazionale prima ancora che un facilitatore cognitivo e può amplificare le potenzialità espressive e comunicative dell’alunno.
Obiettivo fondamentale della scuola è infatti far conseguire la capacità di usare il codice verbale e di saper comunicare e sapersi esprimere correttamente.
